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Diario
9 novembre 2004
L'ombra dell'abbandono della Casa [Ombra]
Prima o poi doveva accadere. Che il lavoro si intromettesse malvagiamente nel mio beato fancazzismo, strappandomi da affetti e vizi e orari strampalati. Scherzi a parte mi devo assentare per una nuova avventura lavorativa da oggi fino a sabato, ospitato a Roma da amici. Non so ancora nulla sulla possibilità o meno che avrò di partecipare alla casa in questi giorni.
Per sicurezza, perché mi dispiacerebbe andarmene di punto in bianco, considero questo l'ultimo post della mia cara stanzetta e quindi saluto e ringrazio i coinquilini, gli autori e quanti mi hanno sostenuto durante la permanenza. È stata un'esperienza davvero divertente e arricchente sul piano umano. Faccio un grandissimo in bocca al lupo a coloro che restano. Mi mancherete tutti davvero tanto!
Bene, messa la coscienza a posto, spero vivamente comunque di avere a disposizione tempo e postazione internet per proseguire nella permanenza. Nel mio cuore la priorità era per la Casa, ma il portafoglio parla chiaro e mi dice di non fare lo stronzo.
Per eventuale ufficialità dell'abbandono avvertirò tempestivamente gli autori. Un grande, sentito e caloroso abbraccio collettivo.
| inviato da il 9/11/2004 alle 13:15 | |
8 novembre 2004
La Luisa [Domande e risposte]
- Ma perché la gente è così perfida e stronza? Come ha potuto quella falsa della Luisa mettere in giro la voce che sono una ragazza facile?
- Senta signorina, non so chi è lei e non so chi è la Luisa, ma se posso permettermi di darle un consiglio se ne freghi e si decida una buona volta: vuole parlare o finirmi questo benedetto pompino?
| inviato da il 8/11/2004 alle 0:17 | |
7 novembre 2004
Leale o omertoso? [Segreto]
Sono riuscito a tenere duro tutto il fine settimana e, nonostante la tentazione del tema, non svelare manco un segreto!
| inviato da il 7/11/2004 alle 22:32 | |
5 novembre 2004
Intervista a Guevarina, piccola compagna combattente [Decima Prova]
L'ho conosciuta girovagando per blog. Aveva postato foto del suo liceo, che guarda caso era stato anche il mio. Da allora è la mia referente ufficiale delle novità dei miei luoghi di origine. È la cucciola della casa, ma non per questo ha meno da dire degli altri. Ha un caratterino tutto pepe, combattiva, impegnata nel sociale, nella politica, intelligente e spiritosa. Insomma, avete capito: Guevarina3.
Rosso: Io Nero: Guevarina (ma in realtà siamo rossissimi tutti e due!)
Ohi, l'intervista?
Ciaoooo!!! sì, la facciamo subito! stavo seguendo in diretta l'eliminazione di Guido...
???
uno del GF... buttato fuori per bestemmia in diretta
ah,ho capito, mi stava simpatico quello, anche se non o guardo molto... preferisco guardare l'isola dei famosi... Sergio Muniz, in particolare!
eh, pure a me sta simpatico, ma ieri ha detto dio m***** 2 o 3 volte in diretta...
ma non se ne è reso conto o l'ha fatto apposta?
era incazzato nero, e non sapeva di essere in diretta su canale 5...
evvabbè, è 'na moda che se sta a diffonde nei reality, a quanto pare... manca solo questo!
noti una eccessiva mollezza nei costumi?
bhuà, no! oh,ma ***** è omnibus, vero?
sì, credo proprio di sì! anzi, sì.
che palle io non so che chiederle nell'intervista
eheheh e hai pure poco tempo! come è andata a scuola oggi?
eravamo pochi... La prof di filosofia ha interrogato, ma io sono stata per tutta la sua ora dal preside! Quella di greco invece, in un raro attacco di nonstronzaggine si è disperata con me perché manco lei ha trovato il biglietto per il concerto di Guccini!
maddai! Quella di greco è di sinistra?!? chissà perché la facevo di destra moderata... sei brava invece tu a capire lo schieramento delle persone?
eh, pure io, invece credo sia diessina... boh,non lo so, a volte mi faccio un'idea, poi rimango sconvolta quando scopro il contrario
eheheh idem! ma ci pensi mai che studi nella scuola che ho frequentato io? cioè, non lo trovi sconvolgente che potresti sedere su un mio banco? Volevo dire, su una mia sedia, sul banco magari a ricreazione...
eheheh... è strano infatti! mi capita pure di pensare a chi l'anno prossimo si prenderà il mio... ma è molto molto riconoscibile!
sì? dimmi tutte le personalizzazioni che ci hai fatto!
boh, in primo luogo viene utilizzato come mezzo di comunicazione con la mia compagna di banco, pe nun facce cioccà (scoprire NdR), e poi è pieno di frasi di canzoni o poesie (ma il muro sta peggio... ogni cazzata detta è lì registrata! )
ahahah bello! ai miei tempi certe cose non succedevano...
precisetti! pensa che la mia classe si è subito distinta con un buco nel muro in 4 ginnasio! semo un casino
senti, tu sei piena di interessi, attiva su tutti i fronti, sempre in movimento... ma lo fai solo per farmi sentire pigro?
oh,ma tu come stai messo co l'intervista?
quella che mi doveva fare bombay? già svolta e postata!
e quella a me?
ah, a te! ma scusa, che ti credi che stiamo facendo? va bene che sono curioso ma da lì a sapere cosa hai scritto nel banco...
sì, ma pensavo dovesse esse pure riferita a casacannocchio! ;p
sì sì ma introducevo la cosa piano piano per non destarti sospetti...
uhm, vabbè!
vabbè, ormai l'effetto candid è finito... sputa il rospo, come ti trovi nella casa?
bene, anche se il tempo è limitato dalla scuola... perciò a volte non riesco ad essere presentissima. e mi fa incazzare che per questo venga considerata assenteista e dicano che snobbi casa e inquilini
eheheh capisco... per quel che conta hai la ma solidarietà! Senti, perché pensi che sono il migliore e il più degno della vittoria finale?
eheheh... quando mai l'ho affermato??? se lo dici tu...! scherzo... comunque perché sei simpatico, originale e scrivi bene
ah ecco, mi stavo quasi per offendere! sì però non sono il più bello... diciamo che sono un tipo, comunque grazie!
sei bellissimo! (da pronunciare come nella pubblicità).
senti, il fatto di essere la cucciola della casa... pro e contro.
mah, non saprei, non so se la cosa influisca molto
ok, allora mi spiego meglio... non ti senti mai sottovalutata o protetta solo per la giovane età?
protetta può darsi, sì, sottovalutata non so, non credo...
che farai, uscita da casacannocchio e da casaguglielmotti (il nome del nostro liceo, più o meno NdR)?
è molto più semplice la prima... uscita da casacannocchio tornerò al mio blog, da casaguglielmotti non so ancora precisamente... università, ovvio... scienze politiche o giurisprudenza
allora, le foto non ce le hai portate, la psicologa per interpretare il sogno non c'è, la cantante per la canzone manco... fatti una domanda, datti una risposta e la facciamo finita così
eheheh... marzulliano eCarta... la domanda potrebbe essere:"Che pensi de fa, realmente nella vita, Francè"?
e la risposta?
La risposta è che non lo so nemmeno io e mi incuriosisce troppo, magari mi faccio 3000 progetti e poi vado a fa tutt'altro... non lo so, vedremo... ma è quest'incertezza che in fondo mi affascina
potendo scegliere, dove vorresti vivere?
Dublino
Puffi o Pokemon?
Puffi a manetta... i Pokemon so arrivati tardi pure pè me!
ahahah ok... io però alla tua età ancora li guardavo i cartoni, ma questa è un'altra storia... grazie per la chiacchierata e in bocca al lupo per tutto!
Crepi!
(chiedo scusa per la scarsa rielaborazione, ma come al solito mi sono ridotto all'ultimo...)
| inviato da il 5/11/2004 alle 16:43 | |
4 novembre 2004
Il compleanno della Supermamma [Superuomo]
Superdonna forse non lo è. Supermamma di certo sì. Sono il migliore del mondo, il più bello, il più simpatico, il più colto, il più intelligente, il più buono, il più abile. Niente mi è precluso, niente mi è impossibile, perché la mia supermamma è tale perché convinta di avere un superfiglio. Mi fa tenerezza e rabbia quando crede in me, mi fa rabbia quando crede nel mondo, la mangerei di baci questa bambinona di 64 anni quando torna con le sorpresine per farmi contento. Mamma, bimba di 64 anni, ai bocconi amari risponde sempre col sorriso, e spera sempre escano i numeri al lotto che avrebbe giocato, perché la schedina non la gioca. Ma se escono corre a telefonare alle amiche e ne parlano per ore. Parla alla gatta come se fosse una bambina, anzi a dirla tutta risponde pure per conto della gatta parlando in falsetto. Mamma è una morbida icona d'affetto, veste casual-Caritas, ha le amiche tutte esaurite, e macina chilometri e chilometri come una pallina impazzita in un flipper, con un passo che non riesco a starle dietro. Mamma è stanca mi dice quando vede che ho il viso nero, pronto ad attaccar briga. Perché mamma ne combina di tutti i colori, non paga le bollette ordina per corrispondenza qualsiasi cosa, anche a nome mio, mi nasconde sempre i problemi, è capace di tornare dalla spesa dopo essere sparita un pomeriggio con due buste enormi piene di merendine perché erano in offerta e farci cenare un uovo fritto. Ma mamma è stanca ti dice sottovoce e più che darle un bacio e sentire dissolversi in petto il cazziatone e andare via non ce la fai a fare. Mamma ha odiato tutte le ragazze che le ho presentato come fidanzate, ma adora il resto del mondo. Mamma non mi fa muovere un dito, in casa, perché poverino lui è un maschietto. Mamma, se la vedeste davvero non ci credereste, è stata Miss da ragazza, e cantava in Spagna. Mamma che canta Granata, mamma che canta Non credere, mamma che alle feste la fanno cantare, e lei si vergogna e canta, e si scusa sempre perché ha poca voce ormai. Mamma si inventa termini che fanno ridere, o ne dice di sardi che suonano buffi. Siamo pieni di termini incomprensibili, il nostro lessico familiare è tra i più ricchi e folli d'Italia. Mamma piange per una canzone, mamma piange per un ricordo, mamma piange per una speranza, mamma piange per un odore, mamma piange come vede una foto di papà. Ma come ride lei non ride nessuno. Ed io non sono degno di tutto questo amore, e vorrei riuscire a farla felice sul serio, più spesso, perché mamma quando ride è davvero una supermamma.
E le faccio tanti auguri, ma non sono mai quanti ne merita.
| inviato da il 4/11/2004 alle 23:14 | |
3 novembre 2004
Lo spettacolino per Angioletto [Nona Prova]
Certo che questo palchetto è proprio misero... che figura ci faccio con gli artisti ingaggiati? Dai, non ci pensiamo... “Ragazzi, allora, siete caldi? Mi raccomando, stasera dovete dare il massimo, vedete quanta gente che c'è? Ma soprattutto questa è la mia prova, se la faccio male mi fate fare una figura di merda. Scusate, è che sono nervoso... lo so che siete dei grandi professionisti. In culo alla balena!” Mi guardano straniti e poco amichevoli. Faccio capolino dal sipario spudoratamente ricavato da un lenzuolo natalizio. È pieno di bloggers, qualcuno lo riconosco qualcuno no. Sembrano divertirsi. Sono sempre più agitato. Cerco freneticamente il bigliettino con la scaletta nelle tasche del frack prestato da un mio amico cameriere. Eccolo qui. Bene, in scena. Tiro via il lenzuolo, parte un applauso.
“Grazie, grazie a tutti! Cari amici, benvenuti. Questa è la festa di Angioletto, facciamole un bell'applauso!” Lei diventa rossa, io sono più rosso di lei perché a parlare in pubblico mi vergogno tantissimo.
“Sono riuscito per l'occasione ad invitare, grazie alle mie conoscenze, artisti da tutto il mondo. Spero lo spettacolino vi piaccia. Ma cominciamo subito! Uno spettacolo pieno di brio, tra carte e palline, catene e lucchetti, palloncini e frittelle... Molti di voi hanno già capito di chi sto parlando... Signore e signori, un bell'applauso per il Magooooo... J!”

Torno dietro le quinte. Il mago è visibilmente ubriaco, non si regge in piedi. Il pubblico è perplesso. Si fa aiutare da Angioletto a riempirsi di catene e lucchetti, poi si mette dentro un enorme scatolone. Passa un minuto, due, tre, cinque, dieci. Dopo tredici minuti vado preoccupato ad aprire lo scatolone e lo trovo che dorme profondamente. Lo libero e lo accompagno nella mia camera da letto per riposare. Quando tornerò vedrò che mi ha vomitato dappertutto, ma questa è un'altra storia.
I bloggers sono attoniti. Torno sul palchetto. Per fortuna ho da giocarmi subito un asso nella manica.
“Bene, passiamo subito all'esibizione successiva! Sono emozionato per averlo qui. È un artista a 360°, comico, imitatore, cantante... A vederlo così potrebbe sembrarvi Vasco Rossi, ma invece no, lui è molto di più! Amici, direttamente dalla Festa dell'Asibue di Lavorgo del 2003...” Panico, non ricordo il suo nome. Lo guardo disperato, ricambia il mio sguardo perplesso. Non lo sa neanche lui, è evidente. Faccio finta di aver problemi col microfono, muovo le labbra con grande enfasi e con un braccio lo indico con vigore. Vedo che la gente si chiede a vicenda che nome ho detto, ma rapidissimo sparisco dietro le quinte e lascio a lui la scena.

Sembra fatto apposta, ma era anche il suo piano, simulare problemi col microfono. Muove le labbra, sbraccia, si muove che sembra proprio Vasco Rossi. Gli spettatori gli gridano “Voce!”, e allora lui finge di gridare di più, diventando paonazzo per lo sforzo e facendosi gonfiare le vene del collo. Poi dà un paio di buffetti sul microfono, fa un segno di disapprovazione, guarda l'orologio, fa capire a gesti che per lui si è fatto tardi e scappa via.
“Eccezionale! Bene, dopo esserci divertiti tutti insieme con questi straordinari numeri, è giunto il momento musicale che ci allieterà fino all'alba! Sono un gruppo, si sono esibiti anche a Zurigo, fanno concerti con una frequenza impressionante, si esibiscono sempre dal vivo, hanno il dono di trascinare gli ascoltatori in un'altra dimensione. Accogliamoli col calore che meritano... Direttamente dalla Parrocchia di San Martino di Tirano, i Novuuuuuuuummmmmmmm Canticuuuuuum!!!”

La melodia riempie l'ambiente. Credo proprio di aver fatto centro. Audite silete, Ave Maria, Pater noster, Non più fra sassi algosi, So ben mi c'ho bon tempo... il loro repertorio è vastissimo e sembrano instancabili. Ma purtroppo dopo tre ore ininterrotte devono terminare. È arrivato il momento della sorpresa finale.
“Per finire in bellezza, direttamente da CasaCannocchio, noi inquilini Ananasso, Bombay, eCarta, Vetro, dedichiamo ad Angioletto questo eccitante numero di strip-tease! Ecco a voi i CasaCannocchio Nightmare!”
La nostra esibizione è andata abbastanza bene, ma per apprezzarla appieno dovevano mangiare e bere un po' meno, i presenti alla festa. Non è bello sentire tutte quelle risate e vedere tutta quella gente vomitare mentre tenti di essere sexy.
L'importante comunque è che si siano divertiti tutti, che Angioletto abbia avuto il suo spettacolino e che la mia prova sia superata.
PS Zozzone, certo che non c'è la foto del nostro spogliarello!
(Un domani che eventualmente gli artisti citati capiteranno in queste pagine, spero bene che capiscano che si scherzava innocentemente e che non metto in dubbio la loro reale professionalità)<
| inviato da il 3/11/2004 alle 19:10 | |
3 novembre 2004
Morire per delle idee [Ciò che distingue l'uomo immaturo...]
"Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa".
J.D. SALINGER, Il giovane Holden
Una volta tanto cito anch'io, perché lo splendido testo di canzone che vi propongo abbraccia perfettamente la mia posizione sull'argomento, ma lo fa con una bellezza a me inarrivabile, dovessi provarci per tutta la vita. D'altra parte, da una canzone di G. Brassens tradotta da F. De Andrè non ci si può aspettare niente di meno che un capolavoro.
MORIRE PER DELLE IDEE
Morire per delle idee, l'idea è affascinante per poco io morivo senza averla mai avuta, perché chi ce l'aveva, una folla di gente, gridando "viva la morte" proprio addosso mi è caduta.
Mi avevano convinto e la mia musa insolente abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede dicendomi peraltro in separata sede moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè ma di morte lenta.
Approfittando di non essere fragilissimi di cuore andiamo all'altro mondo bighellonando un poco perché forzando il passo succede che si muore per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c'è una cosa amara, desolante è quella di capire all'ultimo momento che l'idea giusta era un'altra, un altro movimento moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta ma di morte lenta.
Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio lo predicano spesso per novant'anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare il buon matusalemme nella longevità per conto mio si dicono in tutta intimità moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè, ma di morte lenta.
A chi va poi cercando verità meno fittizie ogni tipo di setta offre moventi originali e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba vedendole venire dietro il grande stendardo pensa "speriamo bene che arrivino in ritardo" moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè, ma di morte lenta
E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi crepate pure per primi noi vi cediamo il passo però per gentilezza lasciate vivere gli altri la vita è grosso modo il loro unico lusso tanto più che la carogna è già abbastanza attenta non c'è nessun bisogno di reggerle la falce basta con le garrote in nome della pace moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, ma di morte lenta.
| inviato da il 3/11/2004 alle 13:45 | |
2 novembre 2004
Cletus1, il blog narrante [Ottava Prova]
Senza tempo, circoscritto in una spazialità caotica e ben poco accattivante, il flusso narrativo di Cletus giunge al lettore come opera letteraria infinita e senza compromessi. Cletus mette al bando le strizzate d'occhio, così come l'incoraggiamento alla lettura con dosaggi di parole in post di lunghezza calibrata, così come qualsiasi trovata grafica a condire il fiume travolgente di caratteri. È il blog a piegarsi ai suoi racconti, mai viceversa. Questa scrematura del futile e del superfluo potrebbe essere apprezzabile solo se il materiale proposto fosse valido. È allora dalla lettura dei suoi racconti, in parte autobiografici in parte di fantasia, che si capisce che, più che un blog, Cletus è il generoso omaggio di un valido scrittore. Tante volte troveremo racconti già confezionati e autoconcludenti, altre avremo la gradevole sensazione di spiare il processo che porta da un'idea alla stesura di un racconto. Tra piccole disavventure e avventure quotidiane, incubi, passioni, carnalità, passeremo facilmente dal sorriso alla lacrima, dal raccapriccio allo stupore, in balia di storie confezionate con cura e maestria, dallo stile scarno, sarcastico e disincantato.
Se la narrativa non ti interessa, o sei impegnato nella tua maratona quotidiana di 250 blog dove gettare un fugace sguardo e un salutino al volo ora qui ora là, lascia perdere. Cletus è un blog da leggere, senza fretta, assaporando intrecci e suggestioni, non da visitare.
| inviato da il 2/11/2004 alle 15:15 | |
1 novembre 2004
Preparativi [GIORNATA DI LIBERTA']
Allora vediamo... lo spazzolino l'ho preso, le finestre le ho chiuse, mutande pulite calzini puliti... accidenti a Omnibus, le avevo detto di lavarmi i calzini! Vabbè, me tengo questi... ammazza, e che so' posseduti? Ah ma forse di là un paio pulito lo trovo! Giacchetta... sciarpa... la luce l'ho spenta... sì però un pezzetto di finestra lo apro... poi poi... cellulare, chiavi, forbicine... ah no quelle me le hanno buttate le guardie. Le mie amate forbicine! Poi poi poi... ah, la prova del Week-end! Fammela portare appresso che domani la devo spedire sennò sono cazzi! Bigliettino agli aguzzini... “Sono su eCarta, torno domani, mi mancherete!” Eheheh che paraculo che sono! E le ragazze? Fetentone, tutte uscite senza salutarmi! I ragazzi pure! Oh, vabbè, famme annà, sempre l'ultimo sono. Eppure qualcosa me pare di essermela scordata... boh! La luce l'ho spenta, l'acqua l'ho chiusa, le prove le ho prese, il gas l'ho spen... 'catroia...
IL GAS!!!!!!!!!!
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| inviato da il 1/11/2004 alle 0:28 | |
31 ottobre 2004
[Scrivendo bisogna scivolar via]
Scrivendo non bisogna, ma si può. La forzatura del grande Charles è talmente evidente che lo porta a criticare lo stile di Hemingway, in una sorta di manifesto beat che pecca di ingenuità e onestà intellettuale. Anche quando scrivendo si “scivola via” si applica una costruzione preconcetta, facendo venir meno l'intento originario di un prodotto scevro da abbellimenti e lirismi. Detto in altre parole, è evidente che anche la scelta di non scegliere pur sempre una scelta è. Anzi, quanto più si vuol apparire spontanei, umorali, secchi, tanto più grande sarà lo sforzo compiuto e tanto meno si “scivolerà via”. Questo è l'empasse teorico col quale chiunque scrive prima o poi si dovrà confrontare. In pratica, sostanzialmente credo siano tutte cazzate con un fondo di verità. Trovare la via più soddisfacente alle proprie inclinazioni è percorso individuale e collettivo al tempo stesso, ed è irto di ostacoli. Non esiste una via migliore dell'altra, esistono i prodotti delle vie seguite, quelli sì più o meno riusciti. E credo che anche qualcosina farcita di poetica e autocompiacimento stilistico scritta da quell'Hemingway lì sia riuscita.
Non accetto soluzioni e verità rivelate neanche da Bukowski, per quanto cara mi sia la sua opera. Non bisogna, ma si può. E non è mai semplice.
| inviato da il 31/10/2004 alle 13:37 | |
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